PROTOCOLLO PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS SARS-CoV-2 (COVID19)

Il 6.4.2021 è stato firmato dalle parti sociali e dai rappresentanti del governo il Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro. Tale Protocollo ha l’obiettivo di “fornire indicazioni operative aggiornate, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19” divenendo pertanto il nuovo punto di riferimento normativo in materia di contenimento della pandemia.

É confermato che il virus SARS-CoV-2 “rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione”. Il Protocollo contiene misure che “seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria”.

Le principali novità rispetto ai precedenti protocolli riguardano:

  1. Dispositivi di protezione individuale: nel punto 6 del Protocollo condiviso si indica che “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento”.
  2. Trasferte: Scompare il riferimento alla sospensione/annullamento e si indica che “è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il Medico Competente e il RSPP, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di trasferta previste, anche in riferimento all’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione”.
  3. Riammissione al lavoro dopo il contagio: la riammissione al lavoro dopo il contagio seguirà quanto riportato nella seguente tabella:

Positivi asintomatici

I lavoratori asintomatici possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale sia eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni+test).

Positivi Sintomatici

I lavoratori sintomatici possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con risultato negatiuvo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni di cui almeno 3 senza sintomi + test).

Positivi a lungo termine

I lavoratori che pur non presentando sintomi continuano a essere positivi al test molecolare, anche oltre 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, potranno rientrare al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico.
  1. Formazione: gli interventi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro possono essere svolti in presenza a condizione che sia rispettato il «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL.
  2. LAVORATORI OSPEDALIZZATI (Reintegro al lavoro): il reintegro al lavoro di lavoratori ospedalizzati deve essere preceduto da specifica visita medica da parte del MC.
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 Protocollo nazionale per la campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) dei lavoratori in azienda

 

Il 6.4.2021 è stato firmato dalle parti sociali e dai rappresentanti del governo il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

Il Protocollo contiene le linee guida per definire ed attuare i piani aziendali per la vaccinazione dei lavoratori. Sarà quindi possibile, per le imprese che lo vorranno, far somministrare il vaccino ai propri lavoratori, naturalmente qualora la disponibilità dei vaccini lo consentirà e in coerenza con gli indirizzi del Piano nazionale per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid 19.

I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata, potranno manifestare la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro destinati alla somministrazione in favore di lavoratori che ne abbiano fatta volontariamente richiesta.

I piani aziendali saranno proposti dai datori di lavoro, anche per il tramite delle associazioni di categoria, all’Azienda Sanitaria di riferimento, nel pieno rispetto delle indicazioni ad interim e delle eventuali indicazioni specifiche della Regione e delle Ausl territorialmente competenti.

All’atto della presentazione dei piani aziendali il datore di lavoro specificherà il numero di vaccini richiesti, in modo da consentire all’Azienda Sanitaria di riferimento la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione.

I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite sono a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.
Nell’attesa della definizione dei protocolli operativi, concordati con le Ausl territorialmente competenti e con la Regione Emilia-Romagna, le Aziende possono iniziare a raccogliere le eventuali adesioni dei propri lavoratori in modo da farsi trovare pronte nel momento in cui sarà possibile aderire all’iniziativa; la raccolta di tali dati deve essere effettuata, per motivi di privacy, dal Medico Competente.

 

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