NUOVO DECRETO SUL FRESATO D’ASFALTO E SUO RIUTILIZZO

È stato pubblicato nella G.U. del 18 Giugno 2018, n. 139, il Decreto del Ministero dell’Ambiente che stabilisce i criteri in base ai quali il conglomerato bituminoso da rifacimento e fresatura delle strade, cessa di essere qualificato come rifiuto.

Le nuove regole contenute nel Decreto si applicano, a partire dal 3 Luglio 2018, al “conglomerato bituminoso” identificato con il codice EER 170302 di varia provenienza, come la fresatura a freddo degli strati di pavimentazione, la demolizione della pavimentazione, dal  granulato di conglomerato bituminoso derivante da una o più operazioni di recupero.

In particolare, il conglomerato–rifiuto cessa di essere tale, divenendo granulato di conglomerato, quando rispetta le indicazioni contenute negli art. 3, 4 e 5 del nuovo Decreto.

Ai sensi dell’Art. 4 del nuovo regolamento, il produttore è tenuto ad attestare, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio, il rispetto di tali indicazioni /criteri.

Adobe_PDF_file_icon_32x32 Scarica il D.Lgs. n. 69/2018

 

RECEPIMENTO DIRETTIVA ADEGUAMENTO ADR 2019

Con il Decreto Ministeriale del 20 Marzo 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 Maggio 2018, viene recepita la  Direttiva 2018/217/UE del 31 Gennaio 2018 e relativa al trasporto interno di merci pericolose.

Il D.M. modifica pertanto l’Art. 3 del D.Lgs. 27 Gennaio 2010, n. 35 che attua in Italia la Dir. 2008/68, recependo le previsioni europee. Le suddette modifiche, già in vigore dal 3 Gennaio 2018, diventano ora applicabili anche ai trasporti nazionali.

In particolare, il D.M. 35/2010 autorizza al trasporto di merci pericolose a condizione che siano rispettate le disposizioni stabilite negli Allegati elencati al successivo comma 2 lett. a), b) e c) – come da ultima modifica (fatte salve le norme generali relative all’accesso al mercato o le norme applicabili in maniera generale al trasporto di merci pericolose).

Ai sensi del citato comma 2 lett c), le merci pericolose non sono oggetto di trasporto nella misura in cui ne è fatto divieto nei regolamenti allegati all’ADN ( Accordo Internazionale per il Trasporto di Merci Pericolose per Vie di Navigazione Interna), applicabili con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017, così come l’art. 3, lettere f) ed h) e l’art. 8, paragrafi 1 e 3 dell’ADN, nei quali “parte contraente” è sostituito con “Stato membro”, come opportuno.

 

RAEE: ENTRA IN VIGORE IL NUOVO ELENCO DELLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE

Il D.Lgs. 49/2014 prevede una modifica all’elenco delle attrezzature Elettriche ed Elettroniche, ampliandone le categorie, che dal 15 agosto 2018 diventeranno 10 contro le 6 fino ad ora individuate.

Ciò allargherà il campo di applicazione della normativa sulle AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche), che coinvolge produttori ed importatori di tali attrezzature, con conseguente allargamento della platea dei rifiuti ricompresi nell’obbligo di tale gestione speciale.

Il Ministero dell’Ambiente ha emanato una linea guida per supportare le aziende nella corretta applicazione della nuova normativa.

Adobe_PDF_file_icon_32x32 Scarica la linea Guida del Ministero dell’Ambiente

 

HP14: DAL 5 LUGLIO 2018 RIVISTA LA CLASSIFICAZIONE DELLA CARATTERISTICA DI PERICOLO PER L’AMBIENTE NEI RIFIUTI

A partire dal 05 luglio 2018 trova applicazione il Regolamento del Consiglio dell’Unione Europea 2017/997/UE, pubblicato in GUUE del 14 giugno 2017 ed entrato in vigore il 4 luglio 2017, che introduce variazioni all’Allegato III della Direttiva 2008/98 relativamente all’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14 (ecotossico).

Il Regolamento modifica i criteri comunitari per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14, che ora fanno riferimento al CLP, tenuto conto delle modifiche introdotte dal Regolamento in esame all’Allegato III.

L’allegato III della direttiva 2008/98/CE è così modificato:

Sono classificati come rifiuti pericolosi di tipo HP 14 i rifiuti che soddisfano una delle condizioni indicate di seguito:

A I rifiuti che contengono una sostanza classificata come sostanza che riduce lo strato di ozono con il codice di indicazione di pericolo H420 conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (*1), se la concentrazione di tale sostanza è pari o superiore al limite di concentrazione dello 0,1 %.
B I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con tossicità acuta per l’ambiente acquatico con il codice di indicazione di pericolo H400 conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008, se la somma delle concentrazioni di tali sostanze è pari o superiore al limite di concentrazione del 25 %. A tali sostanze si applica un valore soglia dello 0,1 %.
C I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con  tossicità cronica per l’ambiente acquatico 1, 2 o 3 con il codice di indicazione di pericolo H410, H411 o H412 conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008, se la somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 1 (H410) moltiplicata per 100, aggiunta alla somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 2 (H411) moltiplicata per 10, aggiunta alla  somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 3 (H412), è pari o superiore al limite di concentrazione del 25 %.
Alle sostanze classificate con il codice H410 si applica un valore soglia dello 0,1 % e alle sostanze classificate con il codice H411 o H412 si applica un valore soglia dell’1%.
D I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con tossicità cronica per l’ambiente acquatico 1, 2, 3 o 4 con il codice di indicazione di pericolo H410, H411, H412 o H413 conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008, se la somma delle concentrazioni di tutte le sostanze classificate come sostanze con tossicità cronica per l’ambiente acquatico è pari o superiore al limite di concentrazione del 25 %. Alle sostanze classificate con il codice H410 si applica un valore soglia dello 0,1 % e alle sostanze classificate con il codice H411, H412o H413 si applica un valore soglia dell’1 %.

Come sempre il punto di partenza per la corretta classificazione dei rifiuti sono le schede di sicurezza dei prodotti che hanno generato il rifiuto, le informazioni sulle sostanze che possono aver contaminato il rifiuto durante il l’utilizzo, o, in assenza di indicazioni chiare o in presenza di miscele di più sostanze, l’analisi chimico-fisica di classificazione.

Eco Sistemi S.r.l. si mette a disposizione offrendo ai propri Clienti il servizio di riclassificazione dei rifiuti. Per ulteriori informazioni contattateci telefonicamente allo 059 775866 o all’indirizzo email mail@eco-sistemi.it.