CONTRATTO A TERMINE NON VALIDO SE MANCA IL DVR

Con l’ordinanza numero 21683 del 23 agosto 2019, la Corte di Cassazione ha ribadito che il contratto di lavoro a termine si trasforma in tempo indeterminato se l’azienda non ha elaborato il Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/2008.

Nella sentenza i giudici della corte richiamano infatti l’art. 3 del D.Lgs. 368/2001 che vieta la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato alle aziende che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In tal senso, se il Datore di Lavoro non dimostra di aver provveduto alla valutazione dei rischi prima della stipula del contratto a tempo determinato, la clausola di apposizione del termine è da considerarsi nulla con la conseguenza che il contratto si considera a tempo indeterminato in base agli artt. 1339 e 1419 del codice civile.

Adobe_PDF_file_icon_32x32 Scarica l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 21683 del 2019

 

PROMEMORIA SCADENZA ISCRIZIONE CRITER

Ricordiamo che entro il 31.12.19, salvo ulteriori proroghe, gli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva dovranno essere iscritti al Catasto Regionale Impianti Termici, su incarico del proprietario o utilizzatore dell’impianto per il tramite degli installatori e manutentori autorizzati.

 

NUOVI METODI DI PROVA PER LE SOSTANZE CHIMICHE

Il 16 ottobre è entrato in vigore il Regolamento UE 2019/1390 che, tenendo conto del progresso tecnico, aggiorna i metodi di prova che devono essere utilizzati per determinare le proprietà chimico-fisiche, la tossicità e l’ecotossicità delle sostanze chimiche applicabili ai fini del Regolamento REACH.

 

FISSAGGIO DEL CARICO SU VEICOLI INDUSTRIALI – CONTROLLI E SANZIONI

Il 29 ottobre scorso, una circolare del ministero dell’Interno ha chiarito qualche punto riguardo la normativa del maggio 2018 introdotta tramite decreto n. 215/2017 del ministero dei Trasporti. In questo modo si intende uniformare in tutta Europa la disciplina dei controlli sul fissaggio del carico dei veicoli industriali con massa complessiva superiore alle 3,5 tonnellate.

Vengono presi in considerazione in particolare i seguenti aspetti:

  • corretta sistemazione del carico. Si sottolinea la necessità della distribuzione corretta dello stesso rispetto agli assi e la riduzione dell’attrito tra carico e pianale anche mediante tappetini anti- sdrucciolevoli per usi industriali specificatamente omologati e riportanti l’etichetta di certificazione. Per quanto riguarda i veicoli che trasportano container è importante verificare l’utilizzo di perni metallici di ancoraggio al telaio del rimorchio;
  • soggetti che possono svolgere i controlli. Oltre agli ispettori del ministero dei Trasporti, anche la Polizia Stradale “ove venga individuata una macroscopica violazione della norma” può erogare le eventuali sanzioni.
  • applicazione articoli del codice della Strada in caso di violazione: sono previste sanzioni dedicate in modo specifico alla sistemazione del carico e all’efficienza del veicolo. Si sottolinea inoltre che la responsabilità di eventuali illeciti viene considerata in primis al caricatore ma non si escludono responsabilità anche del vettore, del committente e del proprietario della merce in caso di accertamento.
  • perdita del carico in caso di incidente stradale: vista la rilevanza della situazione in quanto determinata in particolar modo dalla qualità(pericolosità) e dalla quantità della merce in gioco, si fa riferimento in particolare ai sistemi di ancoraggio adottati per il fissaggio del carico. Viene ribadito che la mancanza di opportune indicazioni di marca, modello tipo e omologazione leggibili sono considerate violazioni portando alle relative sanzioni.
Adobe_PDF_file_icon_32x32 Scarica la Circolare del Ministero